Face The Challenge review by Dei del Rock

Posted: February 14, 2015 in Press
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deidelrockShowdown Boulevard “FACE THE CHALLENGE” ( 2015 Bb Hells Records & Netlabel )

Ringraziamo intanto Marika per la segnalazione che ci consente di procedere a tempo di record con la prima recensione degli Dei del Rock. Gli Showdown Boulevard sono le cavie di questo esperimento impazzito, formalmente inutile ma divinamente oggettivo!
La band in questione è un trio, ma non pensate a qualcosa di blues, chitarra-basso-batteria. Qui parliamo di un cantante Stevie Anders (ma è lo stesso che impazzava sui forum street/glam/hard rock qualche anno fa?!?!?!?!?), un chitarrista, Manguss, addetto anche a samples, synth, magazzino e vettovaglie, e un bassista Andy Pontremoli, che si diletta anche a programmare le batterie. Il tutto viene mixato ai Caraibi (che vale già di per se un voto in più!) e masterizzato nella Carolina del Nord. Vi basta? A noi no.
Vogliamo ascoltare…..
Provenendo da un sound molto sleazie rock, questo “FTC” suona assolutamente più heavy. Il cambio di sonorità consente anche alla band di salire almeno un gradino come qualità compositiva e di arrangiamento. Lo stesso non si può dire per Anders che ha troppi cali uniti a picchi positivi, che vanno riconosciuti come è giusto che sia.
Tra le tracce sicuramente da segnalare ci sono quelle maggiormente heavy, dove tecnologia e chitarre si incontrano a meraviglia e l’elettronica “non infastidisce” chi non la sopporta…sì esatto, come noi!
Ma qui il tutto è al servizio dell’arrangiamento, come in “Run Away” e “Welcome To My Mind”, che se non fosse per l’interpretazione un po’ moscia dietro ai microfoni, risulterebbe una delle canzoni meglio riuscite ai ‘Boulevard.
“Voices” è una ballad ipnotica, mentre “I Hope” è pesante come un macigno sganciato dal cavalcavia: spostatevi da lì sotto!!!!!
“Free To Dream Again” ha le stigmate del successo da arena, ma anche qui nel refrain perde un po’ di consistenza invece di esplodere come ti aspetteresti. Con “Cheater” si torna a rockeggiare, e con “Catch Me If You Can” si arriva in dirittura d’arrivo, con una traccia tra le più riuscite.
Chiude “Wake Up”, un brano suadente dal ritornello corale, seguita dalla bonus-track “Evolution Haters”. Qui si cambia registro: la voce è quella di Manguss e l’atmosfera quella dell’electro-rock più heavy e sanguigno, forse il giusto punto d’incontro tra le influenze del gruppo.
Che dire in chiusura? Gli Dei del Rock apprezzano, anche perchè alle cavie delle nostre recensioni è giusto concedere qualcosa in più, che avremmo comunque elargito a una band di certo non banale, poco classificabile – nel senso più positivo – o almeno paragonabile ai nomi più conosciuti della scena hard&heavy. Un incoraggiamento anche a continuare così vista la bontà soprattutto a livello strumentale di quest’opera, promossa e distribuita da BbHells Records&Netlabel di Perugia, alla quale vanno i nostri complimenti per aver creduto in un progetto non scontato e che potrà dare reciproche soddisfazioni ad etichetta e gruppo. Sempre se gli dei del Rock lo vorranno, ovviamente!

VOTO: 8

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