Review by Italia di Metallo (ITA)

Posted: March 24, 2014 in Reviews
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Italia di MetalloSHOWDOWN BOULEVARD – Face The Challenge

(2013 – Sinners And Saints Records)

voto: 7/10

Attivi e dinamici, gli  Showdown Boulevard non amano perdere tempo! Nati nel 2012,  hanno infatti già dimostrato di essere una realtà produttiva ed originale in ambito hard rock.

Il combo prende vita da un’idea di Stevie Anders (E.L.F. e Jailhawks) e Andy Pontremoli, in seguito alla loro comune esperienza nel progetto A-PON74, e viene completato dall’arrivo del chitarrista Manguss (Warnipples). Già nel settembre dello stesso 2012 danno alle stampe il loro primo lavoro autoprodotto, l’omonimo “Showdown Boulevard, subito seguito a dicembre dall’ep “Saints, Poets and Sailors” ed infine dall’attuale “Face The Challenge”.

Entrando nel dettaglio, la prima cosa che salta “all’orecchio” è che la definizione sleazy veste un po’ stretta al gruppo milanese: certo, esiste nel loro sound una propensione alle sonorità grezze e ruvide tipiche del genere, ma è completata ed affinata da una certa tendenza all’elettronica, nonché da vaghe ma disparate influenze anni ’90 d’oltreoceano, che vanno dal grunge all’alternative.

Ad ogni modo le 11 tracce scorrono piacevoli, senza però trascinare in maniera particolare. Unica pecca del platter è infatti un’eccessiva ripetitività di suoni e melodie, che rende difficile mantenere l’attenzione alta per tutta la durata del lavoro.

L’album si apre con la potente “Run Away”, che mostra immediatamente l’abilità degli Showdown Boulevard nel coniugare un tocco di elettronica con l’energia devastante del sound metal. Un pezzo davvero notevole.

Segue “Collapsed World”, che mantiene questo tiro aggressivo, stemperato appena da un refrain più melodico, in una formula che ricorda i Faith No More diMike Patton.

Welcome To My Mind” rallenta i ritmi, sfoderando un sound vagamente psichedelico, mentre “Wherever We Go” e “Voices” lasciano un po’ l’amaro in bocca, soprattutto per l’impiego di sonorità troppo ripetitive.

I Hope” affascina per la capacità di coniugare un sound tipicamente hard rock ad un’elettronica dall’effetto ipnotico.

Free To Dream (Again)” e “The Clock Strikes Twelve” catturano grazie all’utilizzo di melodie leggere ed accattivanti.

Cheater” ritorna su binari decisamente più aggressivi e canonici, ma non è che una breve parentesi: con le conclusive “Catch Me If You Can” e “I Wake Up”, infatti, gli Showdown Boulevard tornano alla loro formula vincente, fatta di chitarre grezze ed elettronica suadente.

Insomma, “Face The Challenge” si rivela essere un album godibile, rivolto a chi ama il buon hard rock senza troppi fronzoli, pur non disdegnando incursioni in territori alquanto distanti.

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